Come l´artista Milo Manara ci rivela “L´erotismo comincia dallo sguardo“. Da sempre sappiamo che gli occhi sono uno dei mezzi di seduzione più potenti, più che la parola stessa. Usiamo i nostri sguardi per comunicare il nostro interesse, la noia, gli umori ed i desideri che ci pervadono in quel momento. Il gioco seduttivo per antonomasia é fatto di sguardi che si incrociano, si intensificano, si abbassano, si rincorrono e si nascondono. Durante la mia riflessione sul mondo dell´erotismo, la mia curiosità si é naturalmente concentrata sugli occhi, e su come possiamo giocare con essi nella complessa arte del corteggiamento. Ho voluto indagare un pó sulle origini di uno dei modi più comuni con cui ci divertiamo con essi, e che possiamo senz’altro definire come uno degli accessori erotici più diffusi, soprattutto tra noi donne: le maschere.

Originariamente le maschere si iniziarono a diffondere tra i cortigiani europei del XVI secolo per scopi tanto pratici quanto decorativi. Servivano infatti a coprire il volto esposto ai raggi del sole durante le lunghe cavalcate e giochi all´aria aperta. Il colore pallido del volto e delle braccia era infatti il segno distintivo della nobiltà del tempo e le maschere aiutavano le donne a mantenere il candore dei loro volti pur passando del tempo esposte ai raggi del sole. A metá del Seicento, il modello piú diffuso era una maschera che copriva quasi tutto il volto, fatta in velluto o seta, con dei fori all´altezza della bocca e degli occhi. Spesso la parte inferiore del volto (naso, guance e labbra) era finemente disegnata sulla maschera stessa, creando quindi l´effetto che la maschera coprisse solo la parte superiore del volto.

Frédérique-Louise de Prusse, margravine de Brandebourg-Ansbach, par Pesne

Il particolare che mi ha colpito maggiormente é il modo in cui la maschera veniva tenuta in posizione. Dei nastri partivano dai lati della maschera e giravano intorno alla testa della nobildonna, mentre la maschera veniva mantenuta aderente al volto con un curioso escamotage: nella parte interna veniva fissata una perla (o un bottone) all´altezza delle labbra, in maniera che la dama potesse afferrarlo coi denti e tenere la sua maschera in posizione. Ho subito pensato che questa tecnica fosse molto intelligente ma enormemente scomoda!Henri Millot,1710

Le cronache del tempo narrano che le donne usassero queste maschere anche per assistere a degli spettacoli teatrali, attività assolutamente sconveniente per una nobildonna al tempo, e che ciò permettesse loro di mantenere l´anonimato. Ecco alcuni esempi di damigelle dell´epoca ritratte con le loro maschere nella mano. Mi piace pensare che la decisione di essere ritratte con questo accessorio fosse una sottile provocazione verso le dure limitazioni imposte alle donne del tempo, soprattutto riguardo alla proibizione di godere di forme artistiche quali il teatro.

Ma non dimentichiamoci della famosa (e molto cinematografica) loo mask: una mezza maschera che copre solo la parte superiore del volto, spesso finemente decorata e sorretta per mezzo di un bastoncino in legno intagliato o argento. Questi tipi di maschera venivano indossati durante le masquerades nel XVII e XVIII secolo. Esse venivano utilizzate come un divertente mezzo di seduzione da dame e cavalieri durante ricevimenti e feste, quando comportamenti licenziosi erano più tollerati.

Per saperne di piú:

– Fashion: the whole story, by Marnie Fogg

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