É parte del pensiero comune che una forma espressiva, sia essa artistica o no, si esprima nel suo pieno fulgore quando le condizioni politiche, sociali ed economiche le siano favorevoli e la promuovano. Ma senz’altro nelle forme artistiche che coinvolgono la sfera sessuale e l´erotismo è vero il contrario. Poiché appartiene da sempre alla sfera del privato e del pudore, il sesso rappresenta un´ottima occasione per trasgredire la morale ed mettere alla prova i limiti dell´illecito. E quale migliore esempio dell´Età vittoriana, caratterizzata dal più ferreo conformismo e dalla più rigida dottrina del comportamento umano?

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La Regina Vittoria il giorno del suo matrimonio.

Per epoca vittoriana ci si riferisce grossomodo al periodo compreso nel regno della Regina Vittoria, dal 1837 al 1901 (63 anni!). Durante questo periodo l’Inghilterra attraversa un periodo di stabilità politica e di ricchezza economica, soprattutto per il ceto medio del tempo. La Regina Vittoria è passata alla storia come il simbolo vivente della solidità dell’impero britannico: onesta, dalla moralità ferrea, patriottica e grande difensore dei valori della famiglia (valori familiari dell´epoca, s´intende). Ovviamente è stato anche un periodo di profonda trasformazione sociale e demografica, con una rapida urbanizzazione a seguito della rivoluzione industriale. Si crearono perciò città sempre più grandi ed industrializzate, piene di persone il cui valore dipendeva spesso anche dai costumi più privati, come quello sessuale. E con la morale a quel tempo non si scherzava:  addirittura si preferiva non nominare il petto di pollo per eccesso di pudore, e venivano coperte anche le gambe dei tavolini! Alle fanciulle poi veniva insegnato che l´atto sessuale non doveva essere piacevole ma un dovere verso il proprio marito. Alla Regina Vittoria stessa venne attribuita (ma forse è solo una leggenda) una famosa rivolta alla figlia alle prese con una crisi matrimoniale, divenuta poi famosa: apri le gambe e pensa all’Inghilterra!

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Illustrazione del 1854 dedicata al “problema” delle caviglie, a volte mostrate dalle donne per necessità, ma disgraziatamente fonte di sguardi maschili inappropriati.

Le trasgressioni sessuali di qualsiasi tipo erano scoraggiate, ma noi sappiamo che per sconfiggere la pulsione sessuale negli esseri umani ci vuole ben altro! Tutto si risolse in una ripulitura di facciata nelle strade, le prostitute furono chiuse in casa e le brochures scabrose messe al bando. Ovviamente un mercato sotterraneo ma floridissimo cominciò a nascere. Il consumo di materiale pornografico e di sesso a pagamento veniva perseguito ma in fondo in fondo tollerato, in quanto male necessario per lasciare uno sfogo alle naturali pulsioni sessuali che altrimenti gli uomini avrebbero voluto sfogare sulle loro mogli. Che evidentemente avevano qualcosa di meglio da fare. Ma cosa avremmo dovuto cercare in quel periodo, se fossimo andati a caccia di emozioni forti?

 Fotografie erotiche francesi

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Dagherrotipo francese del 1852, colorato a mano.

Le prime fotografie hot che conosciamo furono realizzate con la tecnica della dagherrotipia: si utilizzava una lastra di rame su cui veniva applicato uno strato d’argento sensibilizzato alla luce con vapori di iodio. Il dagherrotipo ottenuto era una piastra lucidata a specchio ed era abbastanza popolare nel (breve) periodo prima dei progressi tecnologici che hanno permesso la moderna fotografia. A differenza delle immagini fotografiche stampate su carta (prodotte in massa e poco costose), i dagherrotipi erano oggetti abbastanza costosi per cui la loro circolazione fu limitata, almeno inizialmente. Nella metà del XIX secolo questi tipi di fotografie  variano notevolmente in termini stilistici e valore estetico ma generalmente ritraevano un uomo o una donna in posa da nudo accademico (l’unico tipo di nudo fotografico a poter essere esposto senza incappare in sanzioni penali), oppure figure femminili poste in ambientazioni che ricreavano fantasie artistiche particolarmente eccitanti (ad esempio, donne orientali intente nella loro toilette), oppure ancora comportamenti esplicitamente trasgressivi (che erano proibite e quindi venivano smerciate dal mercato sotterraneo).

See-through papers

Erano delle foglietti che riproducevano alcune illustrazioni oscene, tratte dai libri che non tutti potevano permettersi a causa dell´alto costo e della difficile reperibilità: nel 1857 dal Parlamento e dai Lord inglesi era stato approvato l´UK´s Obscene Pubblications Act,  che é la prima criminalizzazione della pornografia nella Storia e che puniva “coloro che scrivevano con l´intento di corrompere le giovani menti e la loro morale”. Chi pubblicava materiale considerato pornografico se beccato rischiava grosso ed i prezzi dei libri quindi salirono moltissimo! I see-through papers venivano invece venduti dagli ambulanti per le strade ed erano fatti da una carta sottilissima, che se posta controluce rivelava un´immagine dal contenuto erotico o pornografico.

Le riviste 

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Una delle illustrazioni della rivista The Exquisite.

Come per altre forme espressive considerate più alte, anche per il materiale erotico le riviste diventano una forma di diffusione di massa nel XIX secolo. La più famosa di tutte era The Exquisite: ogni numero consisteva in un incisione più otto pagine di testo con sonetti, ballate e persino romanzi a puntate.  Per chi fosse interessante, era possibile acquistare tale rivista praticamente in ogni libreria del Regno Unito, oppure abbonarsi, pagando una ghinea (che al tempo poteva equivalere a 20-30 scellini). In particolare vi erano due versioni con due prezzi diversi: nella più cara Dugdale, l´editore, proponeva le incisioni a colori per uno scellino in più. Il suo prezzo è un particolare molto rilevante: infatti,  mentre l´acquisto della rivista e di altri volumi rilegati ed a colori era  possibile per l’aristocrazia, per la classe operaia il prezzo era abbastanza caro.

La letteratura erotica

In questa epoca non mancarono anche grandi esempi di letteratura erotica, più o meno di qualità. Troverete un post tutto dedicato alle opere di maggior successo qui!

Per saperne di piú:

-Private pleasures: an example of French photographic erotica, by Isobel Crombie.

-I magnifici sette capolavori della letteratura erotica, by Guillaume Apollinaire and John Cleland. 

 

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5 pensieri riguardo “Il Vademecum dell´erotismo durante l´Età vittoriana

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