tiziano
Ritratto di un anziano Tiziano

L´artista: il grande Tiziano Vecellio nacque tra il 1488 ed il 1490, nella piccola Pieve di Cadore, parte integrante della Repubblica di Venezia. Era di origini agiate e mai nella sua vita gli mancarono i denari per condurre una vita comoda (cosa non proprio comune nella Storia dell´Arte). Possiamo anzi affermare che fu un pittore decisamente ricco. Il sospetto di una certa avarizia ce lo abbiamo nelle sue lettere, dove leggiamo le sue lamentele su pagamenti mancati o ritardati. Arrivò a fingersi estremamente anziano pur di ottenere i suoi pagamenti. Avaro? Attaccato ai soldi? Sicuramente non trasmise questo suo vizio alla sua progenie: dopo la sua morte, il figlio dilapidò tutta la sua fortuna in pochi anni.

La formazione artistica la cominciò a bottega dall´importante Gentile Bellini, per poi prosegue col fratello Giovanni ed incontrare il Giorgione, a cui si ispirò molto. Fu pittore ufficiale della Serenissima e fu pittore favorito di personaggi storici del calibro di Carlo V e Filippo II. Famiglie illustri come i Gonzaga ed i Farnese contribuirono a sostenerne il talento. Del suo stile si è scritto e si scrive ancora molto. Possiamo limitarci a dire che fu un vero innovatore del ritratto. Anzi, la sua fu una vera e propria rivoluzione del gusto pittorico. Per primo portò sulla scena il dipinto della realtà così com´era. I suoi dipinti ritraggono personaggi in carne ed ossa: santi o personaggi della mitologia, erano tutti portatori di posture e sensazioni umanissime. Disgraziatemente, molte delle sue opere sono andate perdute: passò interi periodi dipingendo ritratti, che si sono persi nel corso degli anni. Non ebbe alunni ufficiali ma tenne presso di se per un tempo degli apprendisti promettenti. La peste lo uccise il 27 agosto 1576.

L´opera: la venere fu commissionata da Guidobaldo II Della Rovere nel 1538, al fine di istruire ai doveri coniugali la moglie quattordicenne. Il quadro ritrae una giovane donna dalle forme morbide, adagiata su preziosi tessuti, con gli occhi rivolti allo spettatore ed un mazzetto di rose canine nella mano (simbolo della fugacità della giovinezza e della bellezza). Il cane che dorme ai piedi del letto è un soggetto ricorrente nei quadri di Tiziano e rappresenta la fedeltà coniugale. Anche la serva in piedi che si tira su le maniche e la giovane inginocchiata alla ricerca delle vesti sembrano rappresentare una allegoria della maternità. La giovane ritratta è probabilmente originaria di Cadora (dove Tiziano doveva trovarsi al momento della realizzazione del quadro). La scena é ricca di una quieta, agiata e rassicurante quotidianità: la venere è bella e sensuale, ma in una forma languida e passiva. Un modello di femminilità assolutamente voluto ed appropriato per il tempo. Pare che la nudità del soggetto non destò reazioni negative in nessun momento. Certo, la pittura veneziana del tempo era piuttosto austera, ma Tiziano era maggiormente ben  disposto alla rappresentazione di nudi e scene sensuali e nella costruzione di queste scene pare si rifacesse agli artisti toscani, gli “esperti” del nudo del tempo.

MUSEI: UFFIZI; RIAPRESALA NIOBE, CHIUSA DA UN ANNO E MEZZO
La Sala della Niobe nella Galleria degli Uffizi. Credits:Carlo Ferraro.

L´opera: la venere i trova agli Uffizi di Firenze dal 1694. Recentemente, è stata ricollocata in una sala dedicata esclusivamente a Tiziano, al primo piano, lungo il corridoio di Ponente.

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